All'inseguimento del Cane Nero

La depressione come un Cane Nero

L’avventura che racconta Roddie Doyle nel suo “All’inseguimento del cane nero” è una storia che ci regala immagini, metafore e chiavi di lettura sulla depressione.
Nato come libro per ragazzi, tratta un tema importante in toni leggeri e anche irriverenti. L’autore ambienta la storia durante la Crisi Economica in Irlanda e pone come premessa il fatto che, a determinate condizioni, tutti gli adulti siano vulnerabili al potere del Cane Nero.  Più resistenti, ma non immuni, sono i bambini, che si impegnano in una lotta surreale per scacciare il Cane dalla Città.

Uno dei sintomi di questa depressione collettiva e reattiva alle problematiche portate dalla crisi, è l’incapacità di immaginare un futuro alternativo al triste presente: delle “sabbie mobili temporali” (un’altra metafora!) che bloccano la progettualità e quindi la possibilità di agire nel presente. Un primo passo per uscire dall’impasse è proprio quello di rimettere in moto l’ingranaggio del tempo inceppato, come suggerito nel testo “I Tempi del Tempo” (Boscolo e Bertrando, 1993).

“Perché i bambini?” chiese Gloria. “Ci state incoraggiando, no? Tutti voi e gli animali dello zoo. E adesso il pesce. Perché?”
“Non è ovvio?” le chiese il gabbiano.
“No.”
“Il cane nero della Depressione odia i bambini”
“Perché?”
“Perché voi siete il futuro” rispose il gabbiano e volò via.

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