Una giornata per ricordare Luigi Boscolo

Qualcuno avrebbe potuto chiedere un minuto di silenzio. Noi preferiamo utilizzare il nostro minuto di lettura per raccontare e celebrare le idee di un grande maestro e di un grande uomo. Quindi eccoci qui a cercare di raccogliere le idee, il giorno dopo. Ed è un’impresa non da poco perché l’incontro è stato denso di idee ed emozioni. Ogni relatore ha scelto di raccontare un pezzettino della propria storia al fianco di Luigi Boscolo, (chi ricostruendo dialoghi, chi mostrando video, chi raccontando aneddoti) mettendo in luce aspetti importanti del suo modo di intendere, rielaborare e fare proprio il pensiero sistemico. Come da tradizione sistemica, la forma ha rispecchiato coerentemente il contenuto, e ognuno ha portato il proprio personale rametto per la costruzione del “nido”. Questo processo è riuscito così bene, che a fine giornata ci siamo resi conto del fatto che facevamo davvero fatica a ricordare con esattezza chi aveva detto che cosa. Vedevamo il nido, vedevamo i rametti, ma facevamo fatica a ricordare chi avesse costruito quale parte. Ecco dunque alcuni dei pensieri che più ci hanno colpito, in ordine rigorosamente sparso…

 In terapia è fondamentale sintonizzarsi emotivamente (immedesimarsi) con le famiglie, ma anche con i singoli individui; l’importanza dell’apprendere da qualcuno che mostra come si possono fare le cose, ma sempre con l’idea che quello è solo uno dei tanti modi possibili (il concetto di “apprendimento ostensivo”); una bellissima metafora marinaresca che trae origine da una storia autobiografica: l’immagine del falò sulla spiaggia e il parallelismo con la terapia vista come faro che orienta il percorso dei pazienti senza mai deciderne la rotta a priori; l’importanza della narrazione e l’importanza del punto di vista che si sceglie di adottare per raccontare una storia; l’importanza del “montaggio” nelle storie e la capacità di saper portare in periferia i “temi centrali” e di esaltare i “temi satellite” delle storie; il calore umano di un grande uomo e di un grande terapeuta; l’idea che insegnare non è la forma attiva del verbo apprendere; la psicanalisi ha contribuito molto allo sviluppo di alcune idee sistemiche, soprattutto per quanto riguarda la terapia individuale e l’importanza attribuita alla relazione terapeutica rispetto ai contenuti stessi delle storie raccontate in seduta.

E per chiudere, alcun punti che ci hanno incuriosito, che non abbiamo compreso del tutto e che quindi ci lasciano con la voglia di saperne di più: l’idea che può esistere una “singolarità sistemica”, la questione del modo estetico di fare formazione e di fare terapia, le fallacie logiche, l’importanza delle emozioni e il loro utilizzo in terapia.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inserisci nello spazio a fianco il codice che visualizzi, grazie!