Mangiare bene per vivere in salute.

L’alimentazione è un crocevia di interessi ed emozioni. Mangiamo per fame, ma anche per piacere, per stare insieme e per tirarci un po’ su di morale. Il cibo, soprattutto quello dolce e ipercalorico, viene utilizzato come gratificazione e come occasione di socializzazione. Raramente dopo una dura giornata a scuola o al lavoro pensiamo di tirarci su con un pinzimonio di verdure…

D’altra parte un’alimentazione fondata su i cibi ad elevato contenuto calorico (alimenti ricchi di zuccheri o grassi), bevande zuccherate, carni conservate e alimenti ad elevato contenuto di sale è indicata dal codice europeo contro il cancro come un fattore di rischio per lo sviluppo di neoplasie.

Come possiamo promuovere una corretta alimentazione, che non danneggi la nostra salute e al contempo possa preservare il piacere di stare a tavola?

Un pregiudizio da sfatare è quello che sarà una dieta a salvarci, ovvero un periodo limitato di tempo in cui assumiamo una quantità di cibo limitata e drasticamente inferiore a quella a cui siamo abituati, per poi tornare alle vecchie abitudini. Scegliere una dieta di questo tipo (a meno che non sia indicata dal medico per precisi motivi di salute) rischia di ottenere risultati piuttosto deludenti. Anche una volta raggiunto il peso agognato, le care e vecchie abitudini tornano ad affacciarsi alla memoria e la dieta viene vissuta come un breve episodio, così come i benefici per la salute.

È possibile utilizzare l’alimentazione per proteggere la nostra salute, ma questo significa invece modificare le abitudini alimentari in modo costante e duraturo. Trasformare l’eccezione in consuetudine è possibile se si comprende quale significato specifico ha il cibo per ciascuno di noi e quali valenze affettive ha accumulato nella nostra storia. A questo punto è necessario porsi alcune domande: c’è qualche cibo più salutare che mi può dare la stessa soddisfazione? Ci sono altre attività che mi aiutano a vivere la mia vita sociale che non prevedano il fatto di mangiare (o bere bibite) in quantità eccessive? Quali sono le mie gratificazioni preferite? Sono tutte alimentari o possono essere di altro genere?

Per concludere riporto un risultato curioso di uno studio fatto dall’Università di Scienze dell’Alimentazione di Copenhagen: l’obiettivo era di far mangiare più verdure ai bambini dando loro come premi caramelle e dolcetti. Durante lo studio i bambini hanno assecondato i ricercatori, ma nella vita di tutti i giorni non hanno generalizzato l’apprendimento e hanno continuato a evitare le verdure.

Solo quando impareremo a cucinare e mangiare cibi sani e anche buoni potremo sperare di creare nuove e piacevoli abitudini.

Per chi fosse curioso:

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